Oh Yeah she was taking me over
Oh Yeah it was the start of the summer
venerdì, aprile 02, 2010
lunedì, febbraio 15, 2010
altezza, la sua.
probabilmente non ci arrivo
alla sua di altezza
o non riesco
o forse non è possibile
ma non mi piace.
alla sua di altezza
o non riesco
o forse non è possibile
ma non mi piace.
venerdì, febbraio 05, 2010
neve, ancora
e ancora neve
probabilmente sfido la sorte: è la maledizione del treno per Lucca!!!
... per fortuna ho un importante amuleto, gli stivali di gomma fatati!
e vediamo chi vince
probabilmente sfido la sorte: è la maledizione del treno per Lucca!!!
... per fortuna ho un importante amuleto, gli stivali di gomma fatati!
e vediamo chi vince
mercoledì, settembre 16, 2009
Del trasloco
Odio traslocare. Ma in un modo o nell’altro mi è già capitato quattro volte nella mia vita. Forse non sono neanche poi tante, ma è un numero di volte sufficiente per poter riaffermare che odio traslocare.
Odio preparare le scatole. Devi selezionare, capisci che non puoi tenere tutto, soprattutto se quel tutto comprende l’accumulo di cose che per chissà quale motivo non hai buttato. E poi ti metti a sfogliare i ricordi. E ti ricordi. Poi ricominci a selezionare. Ma non è mai abbastanza, la quantità di cose da mettere via è incredibilmente illimitata, non finisci più. Alla fine, per sbaglio, qualcosa l’abbandoni.
Poi c’è il trasporto. E quello è solo uno stress fisico. Ma uno stress fisico notevole. Trovi la macchina, ti organizzi, carichi, scarichi. E poi di nuovo. Per un totale di volte, anche in questo caso, incalcolabile (almeno così sembra).
Poi c’è lo svuotamento delle scatole che con tanta fatica hai preparato. Butteresti via tutto pur di non farlo. Ho giurato di non traslocare mai più. Anche se so che non è possibile. Apri le scatole e ti rendi conto che non ricordi con che logica hai messo via le cose. All’interno ci sono oggetti eterogenei. Ah sì! Il meccanismo alla base è evitare che le scatole pesino troppo. Un po’ di libri con un po’ di fumetti con un po’ di cd con un po’ di fotocopie con un po’ di astucci etc. Questo implica che per svuotare e sistemare devi aprire tutte le scatole per recuperare un po’ di qui, un po’ di lì quello che ti occorre. Questo significa stanza cosparsa di scatoloni aperti.
Poi c’è che inizi ad abitare nel nuovo appartamento anche se niente è ancora a posto. La vita di tutti i giorni entra a far parte della stanza. Si sovrappone alle scatole ancora da svuotare. Si ammucchia. Non riesco più a muovermi.
Odio preparare le scatole. Devi selezionare, capisci che non puoi tenere tutto, soprattutto se quel tutto comprende l’accumulo di cose che per chissà quale motivo non hai buttato. E poi ti metti a sfogliare i ricordi. E ti ricordi. Poi ricominci a selezionare. Ma non è mai abbastanza, la quantità di cose da mettere via è incredibilmente illimitata, non finisci più. Alla fine, per sbaglio, qualcosa l’abbandoni.
Poi c’è il trasporto. E quello è solo uno stress fisico. Ma uno stress fisico notevole. Trovi la macchina, ti organizzi, carichi, scarichi. E poi di nuovo. Per un totale di volte, anche in questo caso, incalcolabile (almeno così sembra).
Poi c’è lo svuotamento delle scatole che con tanta fatica hai preparato. Butteresti via tutto pur di non farlo. Ho giurato di non traslocare mai più. Anche se so che non è possibile. Apri le scatole e ti rendi conto che non ricordi con che logica hai messo via le cose. All’interno ci sono oggetti eterogenei. Ah sì! Il meccanismo alla base è evitare che le scatole pesino troppo. Un po’ di libri con un po’ di fumetti con un po’ di cd con un po’ di fotocopie con un po’ di astucci etc. Questo implica che per svuotare e sistemare devi aprire tutte le scatole per recuperare un po’ di qui, un po’ di lì quello che ti occorre. Questo significa stanza cosparsa di scatoloni aperti.
Poi c’è che inizi ad abitare nel nuovo appartamento anche se niente è ancora a posto. La vita di tutti i giorni entra a far parte della stanza. Si sovrappone alle scatole ancora da svuotare. Si ammucchia. Non riesco più a muovermi.
domenica, febbraio 08, 2009
la collezione delle perplessità
Berlusconi parlando di Eluana Englaro dice che è "una persona viva, che respira in modo autonomo, le cui cellule cerebrali sono vive e mandano anche segnali elettrici. Una persona che potrebbe anche avere un figlio"
... un figlio? un figlio? come un figlio?
... un figlio? un figlio? come un figlio?
lunedì, febbraio 02, 2009
it is difficult - alfredo jaar
la mostra che ha fatto a Milano è finita... se non siete riusciti a vederla vi consiglio un giro sul suo sito... chè è molto interessante!!
http://www.alfredojaar.net/
http://www.alfredojaar.net/
lunedì, dicembre 01, 2008
di interni o di esterni?
"...e tu che proprio non sai rispondere, perchè la domanda è assolutamente incomprensibile: dal cucchiaio alla città, ti avevano insegnato...non era il gioco sapiente dei volumi...non era una totalità inscindibile?..."
G. Biondillo, Metropoli per principianti
G. Biondillo, Metropoli per principianti
lunedì, novembre 10, 2008
nihil
sono presa da un attacco nichilista...
forse mi devo fare tre etti di caramelle gommose
forse mi basta andare a scegliere un piccolo regalo
forse devo ripensare alle piccole cose che sono magiche
forse stasera devo preparare una torta
forse mi devo fare tre etti di caramelle gommose
forse mi basta andare a scegliere un piccolo regalo
forse devo ripensare alle piccole cose che sono magiche
forse stasera devo preparare una torta
mercoledì, ottobre 15, 2008
lunedì, settembre 15, 2008
giovedì, agosto 07, 2008
io vado
...ultimo giorno,
domani aereo, Riga e poi Helsinki e poi...
e sono in ritardo, in ritardo con le ultime cose
e sono un po' tesa,
e non vedo l'ora!
buone vacanze
a.
domani aereo, Riga e poi Helsinki e poi...
e sono in ritardo, in ritardo con le ultime cose
e sono un po' tesa,
e non vedo l'ora!
buone vacanze
a.
venerdì, luglio 04, 2008
mercoledì, luglio 02, 2008
giovedì, giugno 26, 2008
tre
si potrebbe dire...di noi tre, oppure eravamo tre amiche al bar, o ancora tre amiche, o forse anche tre di tre...
come in quei libri in cui tre persone, amiche... partite da un punto comune, si ritrovano e sono persone diverse, con cose diverse, con storie diverse...
bello!!
grazie F.e S.
come in quei libri in cui tre persone, amiche... partite da un punto comune, si ritrovano e sono persone diverse, con cose diverse, con storie diverse...
bello!!
grazie F.e S.
martedì, maggio 20, 2008
piccole magiche cose
qualche giorno di profumo buono, di maionese, di un nuovo libro, di una festa e di un tram, di un palazzo, di patate, di cuffie nuove, di cereali, di un modo di guardare, di un modo di dormire. Di piccole cose, che sono magiche...
martedì, aprile 22, 2008
willkommen zuruck, ami
tornata da Berlino
devo ancora spacchettare le immagini di quello che ho attraversato
un'altra città dove mi piacerebbe stare.
devo ancora spacchettare le immagini di quello che ho attraversato
un'altra città dove mi piacerebbe stare.
mercoledì, aprile 16, 2008
lunedì, marzo 31, 2008
venerdì, marzo 21, 2008
what women want
tanto per chiarezza vorrei dire che io non ho bisogno che qualcuno si occupi di me, e non voglio intorno uno che pensi che la donna vada protetta e scortata in questo mondo in cui i più deboli sono i più colpiti... ma di cosa stiamo parlando?
[scusate lo sfogo]
[scusate lo sfogo]
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